Gli artisti della 74° edizione della Rassegna Internazionale d’Arte G.B. Salvi

Scopri i protagonisti della Rassegna Internazionale Salvi, con approfondimenti su Bruno D’Arcevia e Giorgio Tentolini.

Profilo dell’artista Bruno D’Arcevia

Bruno D’Arcevia

L’avventura artistico pittorica di Bruno d’Arcevia (Arcevia, 1946) prende avvio nella metà degli anni Sessanta. Dopo un’iniziale sperimentazione nell’ambito dell’Arte Programmata, Bruno Bruni partecipa al clima generale di “ritorno alla pittura”, attraverso un linguaggio contaminato dalle immagini del quotidiano, edite dai mass-media, che caratterizzò le poetiche artistiche durante gli Anni ‘70. Verso la fine dello stesso decennio, l’artista avverte l’esigenza di distaccarsi dal mondo figurativo attento alla cronaca, per calarsi radicalmente in una ricerca intrisa di storia e storia dell’arte.

Dopo aver partecipato attivamente alle vicende artistiche dell’Anacronismo, della Pittura Colta e dell’ipermanierismo, nel 1982, il Maestro d’Arcevia, insieme al critico Giuseppe Gatt, dà vita alla Nuova Maniera italiana, “una nuova maniera di fare arte”, in cui il rapporto con l’antico diventa momento di ispirazione, confronto tecnico, fino a sfiorare la citazione senza mai scadere in passiva ripetizione.

Ecco quindi che le opere neomanieriste di d’Arcevia appaiono ridondanti di stimoli provenienti dal Manierismo Storico italiano (Pontormo, Rosso Fiorentino, del Sarto, Ramazzani), per comprendere poi tutto l’universo pittorico dell’arte figurativa europea (Van Eych, Van Dych, Velazquez, Iranesi, Hayez) e non solo. La ricerca di Bruno d’Arcevia dopo il 1990 inizia un lento mutamento verso tonalità più sensuali, seppure all’interno di un personalissimo microcosmo fatto di suggestioni iconografiche e stilistiche e di simbologie nel gioco labirintico di quello che lo stesso artista definisce “Museo Parallelo”. La rinascita del movimento dei “Revivalisti”, nel 2001, teorizzato dal medesimo Giuseppe Gatt e di cui il Maestro d’Arcevia è senza dubbio il principale esponente, segna la volontà di perseguire ulteriori sviluppi figurativi al fine di realizzare una sorta di integrazione stilistica tra tutti i momenti artistici, dal ‘400 ai giorni nostri. Nel 2003, il Comune di Arcevia mette a disposizione una sala presso il Centro Culturale S. Francesco con una esposizione permanente delle opere di Bruno d’Arcevia. Oggi nelle sue tele convivono forme stilistiche provenienti da diversi artisti e da diverse epoche, scene di film coesistono con eventi biblici o mitologici, la letteratura con l’erotismo e reperti archeologici con le architetture contemporanee. Nel 2006 il Consiglio Comunale di Ancona conferisce a Bruno d’Arcevia, la cittadinanza onoraria, a testimonianza del sentimento di stima e di affetto che lo legano alla Città di Arcevia. L’anno successivo riceve il Premio Artemisia 2007, omaggio a Bruno d’Arcevia, a Falconara Marittima (AN) e nel 2009 l’Associazione Imprenditori e Professionisti Valli Misa e Nevola, di Senigallia, gli conferisce il Premio Due Valli.

Profilo dell’artista Giorgio Tentolini

Giorgio Tentolini

nasce a Casalmaggiore (Cremona) nel 1978, dove vive e lavora. Ogni sua opera emerge da una precisa indagine sul tempo come memoria e identità, attraverso uno studio attento e una lenta ricostruzione che coinvolge la luce e l’incisione di strati di materiali diversi, come tessuti, carte e PVC. Attualmente, privilegia il tulle e la rete metallica come media principali della sua ricerca, per la levità meditativa che questi materiali conferiscono all’immagine, offrendo una metafora di luoghi, ricordi, sogni e visioni. Il suo lavoro, un incrocio tra pittura e scultura, ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali fin dagli inizi degli anni 2000.

Le sue opere sono state esposte in prestigiose sedi in Europa, tra cui Roma, Parigi, Amsterdam, Berlino, Londra e Ginevra, oltre che negli Stati Uniti e a Taiwan, includendo spazi pubblici di grande rilevanza come l’Istituto della Cultura Italiana di Atene, il Museo Etrusco di Roma, il Palazzo Reale di Milano, il Teatro Regio di Parma, il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, il MUSA – Museo di Salò, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna e il Consiglio della Regione Lombardia nel grattacielo Pirelli a Milano.

Con grande entusiasmo prende parte alla sessantesima edizione della Biennale di Venezia, ospitato nel padiglione del Camerun presso le maestose sale di Palazzo Donà Dalle Rose. Il suo progetto esplora le radici del genere umano, offrendo uno sguardo profondo e riflessivo sulla storia e l’identità umane.

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